DIDATTICA: PEREGRINUS: giovani cittadini europei crescono

Giovani cittadini europei crescono.

 

In un’Europa che compie il suo cammino di formazione e di crescita crescono giovani cittadini europei. Colombano scrisse anche su temi quali natura e universo, attualissimi e di interesse per i giovani del nuovo secolo. Nel corso della sua formazione nel monasteri di St Comgall, Colombano ebbe modo di accedere a una cultura di qualità, “Comgall établit la réputation de son monastére, non seulement sur la rigueur de sa règle, mains sur la qualité du savoir qui y est dispensé[1]”, che gli diede gli strumenti necessari per esprimere il suo pensiero.

Il Progetto ‘Peregrinus’ elabora progetti didattici sul tema degli orti e dei giardini rivolgendosi ai più piccoli. I bambini delle scuole della prima infanzia di Andora e di Bangor sono stati i primi ad aderire al progetto internazionale sul cammino di San Colombano dedicato alle scuole. Per Andora hanno partecipato la scuola della prima infanzia di Molino Nuovo e la scuola della prima infanzia “Angelo Bianco”, per Bangor hanno partecipano “Ballyholme Primary School”, “Bangor Central Integrated Primary School”, “Kilmaine Primary School”, “Clandeboye Primary School”.

L’autrice vive questo progetto dal punto di vista dell’architetto come progettazione partecipata, ma anche come mamma di due bimbi, uno al secondo anno della scuola della prima infanzia, uno al primo anno della scuola primaria. L’educazione gioca un ruolo essenziale nella promozione dei valori fondamentali del Consiglio d’Europa: democrazia, diritti umani e leggi, come nella prevenzione delle violazioni dei diritti umani.

Più in generale, l’educazione è vista come un difesa contro lo sviluppo di forme di violenza, razzismo, estremismo, xenofobia, discriminazione e intolleranza.

Un punto di riferimento è la Carta Europea per l’Educazione per una Cittadinanza Democratica ed Educazione ai Diritti Umani[2].

L’educazione gioca un ruolo fondamentale anche in materia ambientale dove attraverso strategie di coinvolgimento si intende suscitare comprensione e partecipazione nelle persone. Il gioca-bosco in foresta umbra, sul Gargano, è un esempio di un luogo nel quale i bambini possono immergersi in un ecosistema ancora selvatico e dare sfogo alla loro vivacità e fantasia. Invece di “addomesticare il bosco” l’intento è stato quello di avvicinare i visitatori alla selvaticità del luogo “nella speranza di farne apprezzare il valore e dunque avviare un percorso formativo che giunga alla rispettosa considerazione della foresta, non tanto come entità funzionale ai bisogni dell’uomo, ma in quanto degna di rispetto in sé. Al pari di quanto ci viene insegnato nei confronti del nostro prossimo[3]”.

Il linguaggio utilizzato per comunicare ed interagire coi ragazzi è anche quello delle immagini così video, disegni, fumetti e fotografia diventano veicolo fondamentale. Il fumettista Maurilio Tavormina, l’architetto Andossi collaborano con Green Butterflies per realizzare personaggi per le varie attività didattiche.

Così alcune delle maestre che hanno partecipato ai progetti raccontano la loro esperienza:

Ci siamo tuffate con entusiasmo ed impegno nell’intraprendente progetto Peregrinus rivolto ai bambini/e dai 3 ai 6 anni, tenendo sempre presenti interessi, ritmi, tempi, stili cognitivi e attributivi di ciascun bambino/a, in quanto molto convinte che la formazione di cittadini europei consapevoli debba iniziare dalla scuola dell’infanzia. In che modo?

Attraverso proposte e giochi finalizzati a sperimentare rapporti interpersonali basati sulla cooperazione, lo scambio, l’accettazione dell’altro, la condivisione ed il rispetto delle regole. Da alcuni anni la nostra scuola è una scuola multiculturale: la presenza di bambine/i con differenti culture , lingue e religioni costituisce una preziosa risorsa e la diversità viene accettata come valore arricchente. Nel nostro percorso i folletti, giunti dall’Isola di smeraldo con le loro divertenti favole, dopo un lungo ed avventuroso viaggio insieme a Colombano, costituiscono  personaggi fantastici molto coinvolgenti per tutti i bambini e spesso diventano protagonisti attivi anche nei loro giochi.

La metodologia adottata vede il bambino/a protagonista attivo della propria esperienza e costruttore della propria conoscenza.

La scelta dell’orto fantastico scaturisce dalla riflessione che l’orto dà vita e i semi e la cura dell’orto e dei giardini sono sempre presenti nei monasteri  colombaniani.

Lo scambio di semi avvenuto tra la nostra scuola e la scuola della Repubblica Democratica del Congo e i semi inviati a quattro scuole irlandesi sono solo l’inizio della costruzione di un ponte culturale tra scuole.

Momenti molto significativi ed emozionanti sono stati le visite dell’architetto irlandese Paddy Byrne e dell’architetto congolese Piùs  Dezytu accompagnato da Don Alfonso Lukoki e degli amici di Friedrichshafen che spesso i bambini/e rievocano con espressioni come: “…è stato bellissimo quando Paddy ci ha portato dall’Isola di smeraldo il folletto Haley e quando ha cantato la canzone in irlandese… è stato molto bello anche quando Alfonso e Piùs ci hanno portato i semi del Congo e hanno mangiato con noi al ristorante Arcobaleno… c’era anche Manuela, è stato proprio come una bella festa. Sono venuti anche gli amici della Germania che ci hanno regalato una cartina bellissima con il lago di Costanza che è a forma di un pesce molto grande… sembra anche un’isola di acqua con la terra intorno… abbiamo fatto anche un picnic in salone perché pioveva, ma è stato bellissimo e la focaccia era super-squisita…”.

La realizzazione del plastico dell’orto del tesoro ideato, progettato e realizzato dai bambini, supportati dalle insegnanti, con materiali poveri e informali, in un clima di serena cooperazione e di aiuto reciproco, è un esempio di progettazione partecipata, in quanto i piccoli alunni hanno espresso il desiderio di avere la casa dei folletti e la pentola del tesoro circondata da profumatissime piante aromatiche nei giardini pubblici del paese. Possiamo concludere con grande soddisfazione che questo progetto multiculturale e multidisciplinare o meglio per la scuola dell’infanzia multi-campo si è rivelato molto positivo ed entusiasmante per bambini, genitori ed è stato momento di crescita personale e di confronto per noi insegnanti[4]”.

 



[1] Jean-Michel Picard, UCD Dublin, Bangor et la formation irlandaise de saint Colomban, Les Cahiers Colombaniens, Association des Amis de Saint Colomban, Luxeuil-les-Bains, 2010.

[2] Council of Europe Charter on Education for Democratic Citizenship and Human Rights Education.

[3] Claudio Angeloro, “Giocabosco”, in foresta umbra, sul Gargano, un’area ludico creativa per avvicinare i bambini alla natura, in “Il Forestale” n° 68 maggio/giugno 2012, pag. 14.

[4] Maestre Silvana e Loredana della Scuola per la Prima Infanzia di Andora, Molino Nuovo.