Cerca di materializzare attraverso i diversi mezzi di espressione i sogni, le visioni, le percezioni.

E’ nella natura umana, e non solo, la capacità di sognare.Parte delle diverse culture l’attenzione alle “visioni”. Ancora da comprendere la capacità di percepire.

L’arte indaga, comunica, stimola, risveglia…DREAMER ha realizzato per PEREGRINUS opere d'arte quali MARGA, VIA DOMUS e IN VIA.

DREAMERS per Peregrinus

 

si fa ponte dal mondo della visione al mondo del reale

 

Chi poteva vedere ciò che ancora non era manifesto, se non l’animo di un sognatore? Una volta compreso il significato celato nel cifrato messaggio di “È quasi tempo”  Manuela individuò gli artisti che diedero il via a un febbrile lavorio di mani e menti per realizzare le opere da posizionare nei luoghi colombaniani.

Arte e artigianato, espressioni della creatività umana e della capacità di immaginare, visualizzare, creare, manipolare e trasformare la materia che prende, nelle mani, con l’uso di strumenti appositamente creati, la forma immaginata.

 

Lo scritto qui di seguito riportato racconta di simboli che negli anni sono stati distribuiti lungo il Cammino di San Colombano e in alcuni luoghi.

Al principio una chiamata all’ascolto e alla preparazione: “È quasi tempo”.

Poi una serie di riferimenti a opere d’arte, simboli, e di azioni.  Letto tutto d’un fiato non sembra avere un senso, ma dopo aver compreso che ogni parola ha un significato profondo e un chiaro riferimento, allora, riletto con coscienza, si comprende appieno.

 

È quasi tempo di vestire la mensa con trame con mano filate e decorate di  gioiose tracce e di riempire di linfa nuova lo scavato legno; 

è quasi tempo di percorrere la via della casa in terre sconosciute, donate in ciotole dalla mano plasmate;

è quasi tempo di far risplendere i labirinti in cera scavati per illuminare della via i cammini;

è quasi tempo di armonizzare le voci in un sol canto e di diffondere lo strumentale suono di mani alla chiamata delle campane gemelle;

è quasi tempo, quindi, ascolta.

 

È quasi tempo…

 

 

Nel 2015 ricorrono i millequattrocento anni dalla morte del monaco irlandese san Colombano, colui che si riferì all’Europa come Totius Europae, di Tutta Europa.

Ricorrono gli anniversari di due grandi guerre.

La celebrazione della morte è inno alla vita. Le due sono indissolubilmente legate. Mantenere vivo il ricordo è fondamentale;

di vestire la mensa,

la preparazione alla celebrazione, alla condivisione;

con trame con mano filate e decorate di  gioiose tracce, descrive l’opera In Via realizzata dall’artista Anna Corti su tela di lino e canapa tessuta a mano ai primi del ‘900;

e di riempire di linfa nuova lo scavato legno,

descrive i calici in legno scavati dall’artigiano di Vezzolacca, Antonino Solari;           

è quasi tempo di percorrere la via della casa,

le parole la via della casa sono in riferimento all’opera  in lastre di ardesia Via Domus dell’autrice;

in terre sconosciute, donate, in ciotole dalla mano plasmate,

la parola donate si riferisce all’azione compiuta dai rappresentanti dei luoghi colombaniani visitati nel corso dei viaggi ‘Pilgrim’, che hanno volontariamente donato una zolla della loro terra perché, insieme con le altre, costituisse un unico cammino;

in ciotole dalla mano plasmate

si riferisce all’opera Marga di Sandra Cavalleri;

è quasi tempo di far risplendere i labirinti in cera scavati per illuminare della via i cammini,

i labirinti in cera scavati si riferisce all’opera dell’autrice realizzata per le celebrazioni dei millequattrocento anni, a Bobbio;

è quasi tempo di far risplendere, e, per illuminare della via i cammini,

si riferisce all’opera Via della Luce di Flavio Lenardon, è un invito alla luce, alla chiarezza, all’azione;

della via i cammini

poiché vi sono infiniti modi di percorrere un’unica via;

è quasi tempo di armonizzare le voci in un sol canto,

le corali sono presenti in ‘Peregrinus’ fin da prima che queste parole venissero scritte. Armonizzare le azioni per dare vita insieme a qualcosa che il singolo non potrebbe realizzare;

e di diffondere lo strumentale suono di mani,

la musica generata dall’azione delle mani su strumenti musicali diversi, ognuno con la sua storia, come le persone;

alla chiamata delle campane gemelle,

il suono delle campane chiama a raccolta, è un invito.

Campane scandirono il ritmo della vita in un tempo in cui uno sguardo e una stretta di mano avevano valenza di impegno, promessa, e una promessa era un debito da onorare.

Chiamata

indica invito, non imposizione.

Campane gemelle

si riferisce a due campane gemelle nella sostanza e non nella forma.

È quasi tempo, quindi, ascolta.

 

Simboli tratti dal secondo brano sono stati distribuiti lungo il Cammino nel corso dei tre viaggi intrapresi in Europa a ritroso, dall’Italia all’Irlanda, i viaggi ‘Pilgrim’, negli anni tra il 2013 e il 2015.

I simboli donati e accolti sono: dodici lastre di ardesia da tetto incise a mano dell’opera Via Domus, dodici ciotole in terracotta legate tra loro con una cima da barca costituenti l’opera Marga, sette tele dipinte dell’opera In Via, tre calici in legno realizzati a mano, l’opera di luce realizzata in legno e pietra, il disco del sole di Colombano realizzato in legno, la ‘scatola bianca’ che ha custodito la prima campana nel corso del suo viaggio dalle coste italiane a quelle irlandesi, le due campane gemelle, le sfere bianche contenenti la mescolanza delle terre d’Europa raccolte lungo il Cammino, la scatola in legno con coperchio in ardesia incisa, realizzata per le porzioni di terre delle sette Nazioni dall’autrice e dallo scultore Gaetano Agostaro.

Un cammino europeo la cui risonanza va oltre il suo tracciato e i luoghi da questo attraversati; per questo motivo tre delle lastre dell’opera Via Domus sono state consegnate al di fuori del cammino stesso: una a Navan, una a Galway e una a Genova.

Le ultime due sono poste là dove terra e acqua si incontrano, non al confine ma sulla porta di una grande via di comunicazione, il mare.

La costa di Galway guarda al continente americano mentre quella di Genova al continente africano.

Due luoghi posti a “confine” tra terra e acqua, due luoghi che guardano a orizzonti di continenti quali America e Africa attraverso la grande via dell’acqua. Quel confine naturale che in realtà è elemento di passaggio e unione, storica via di flusso di vita.